CataniaRifiuti Zero Sicilia

Rifiuti a Catania – Spesi oltre 300 milioni di euro in 5 anni per buttare tutto in discarica

Posted at 13 Marzo 2015 | By : | Categories : Catania,Rifiuti Zero Sicilia | 0 Comment

Continua il monitoraggio sulla gestione dei rifiuti da parte dell’Ass.ne Rifiuti Zero Sicilia. Lo scorso 4 febbraio abbiamo richiesto i dati sulla produzione dei rifiuti nel 2014 e le relative percentuali di Raccolta Differenziata nel comune di Catania. Nell’attesa di avere i dati definitivi del 2014 pubblichiamo quelli che fino ad oggi abbiamo ottenuto da dati ufficiali forniti da ISPRA a quelli che il Comune ci ha comunicato.

Dai dati in nostro possesso possiamo avere un quadro chiaro della situazione. Si registra un’elevata produzione di rifiuti pro capite, oltre di 700 kg.ab.anno (contro una media regionale di 550 kg.ab.anno) che fanno del capoluogo etneo la prima città siciliana per produzione pro capite di rifiuti (superando pure Palermo).

Dati kg.ab.anno

Dal 2007 ad oggi, per fortuna, la produzione media di rifiuti è diminuita costantemente, cosa che smentisce anche il fatto che la città smaltisce anche i rifiuti prodotti dall’hinterland, dove si pratica la RD porta a porta.

La % di RD rimane bassissima, cosa che certifica ancora una volta il fallimento dell’attuale bando di gara basato sul cassonetto e sul regalo alle ditte di tutti i possibili ricavi e l’aggravio dei costi a carico del comune.

Dati RD

Costi che sono alle stelle. Secondo il piano della TARI del 2014 il comune di Catania ha impegnato ben 70 milioni di Euro per la gestione dei rifiuti; di questi, ben 18 milioni solo per conferire tutto in discarica, 35 milioni per pagare le ditte ai quali si aggiungono altri 10 milioni per la parte gestita dal Comune. Una situazione oggettivamente insostenibile che è tutta a carico del cittadino catanese perché da qualche anno a questa parte è necessario che il costo del servizio debba essere interamente coperto dalla Tassa. Il totale in 5 anni di spesa è di più di 300 milioni di euro e questo dato dovrebbe essere sufficiente per chiedersi come mai anche questa Amministrazione ancora non ha fatto praticamente nulla per invertire questa tendenza.

 

Vogliamo ribadire ancora una volta ciò che non ammetteremo più nel prossimo bando di gara e che, ormai dati alla mano, è la causa scatenante di un costo del servizio che non ha eguali in Sicilia che non è certo terra virtuosa in termini di gestione dei rifiuti. Il bando prevede:

  • 6000 cassonetti;
  • 800 operai
  • La città divisa in 2, una gestita dal Comune ed una Gestita da chi si aggiudica l’appalto;
  • I contributi CONAI della RD che finiscono alle ditte;
  • 165 milioni circa di euro in 5 anni per l’ATI IPI OIKOS
  • Comunicazione in mano alle ditte
  • Gestione delle Isole Ecologiche in mano alle ditte
  • Obbiettivi da raggiungere molto più bassi di quanto previsto dalla Legge.
  • La proprietà del rifiuto conferito in discarica ceduto al proprietario della discarica.

Sia chiaro, il problema non sono le ditte e nemmeno il cittadino catanese che non vuole fare la differenziata. Il problema sta tutto nel bando di gara, le regole del gioco che potrebbero costringere la città ad avere un costo insostenibile per altri sette anni. E già, perché tra un anno scade il contratto dell’attuale gestione e bisognerà mettere a gara nuovamente il servizio. Da una stima realistica dei tempi tecnici necessari per la redazione del nuovo bando, dell’approvazione da parte della Regione e dell’effettiva messa a gara del servizio stimiamo che ci vorranno almeno 2 anni. E’ evidente che ci avviamo o verso una nuova emergenza o verso un prolungamento di questo appalto a due ditte che per altro non hanno più le carte in regola.

Ci auguriamo che quanto prima il Comune avvii un processo che alcune associazioni chiedono da tanto tempo, un comitato indipendente che possa scrivere un piano di intervento condiviso e partecipato, che è alla base dell’ottenimento di alti livelli di Raccolta differenziata (come previsto dalla legge), di un risparmio per il comune (e quindi per il cittadino) ed un miglioramento della qualità della vita.

L’Associazione Rifiuti Zero Sicilia ha richiesto già i dati della città suddivisi nelle sei circoscrizioni. In particolare chiediamo:

N° di abitanti, estensione, n° utenze, n° Utenze domestiche, n° utenze non domestiche, n° utenze prime case, n° utenze seconde case, n° di scuole presenti e tipologia, presenza di isole ecologiche.

Questo al fine di avviare una raccolta differenziata basata sul porta a porta che è un sistema che va cucito addosso partendo da uno studio della città, conoscendo le diversità e cercando di realizzare “il vestito” partendo dalle tipicità insite in ogni circoscrizione. Secondo noi le Circoscrizioni devono diventare il punto di partenza, in modo da riuscire nel corso del tempo ad arrivare alle % di Raccolta differenziata degne di una città Europea ed ecologica. In tutta Italia ed anche in Sicilia ci sono esempi del genere. Siamo sicuri che ci sono tutte le condizioni per avviare un percorso virtuoso. Ma non c’è più tempo da perdere.

Leave a Comment

You must be logged in to post a comment.